Decadenza dagli studi: punti di vista a confronto

Uno studente quasi decaduto

“Guarda informati su questa storia delle decadenza, perchè secondo me alla fine l’approvano.”

Questo mi veniva detto alla fine di Dicembre, da un amico che era dentro l’ambiente universitario e per tanto ci diedi il giusto peso.
A fine Febbraio, dopo una sessione non del tutto positiva, mi sono un po’ informato in Internet tra EX-DM e pagine web targate Unibo, e così, a poco a poco, ho potuto constatare che questa faccenda era vera: se aMarzo 2015 non avessi ultimato i miei esami sarei andato incontro alla decadenza dagli studi.
La mia condizione di studente universitario sarebbe venuta a mancare e avrei dovuto re-iscrivermi, fare il test d’ingresso (perchè la mia facoltà nel frattempo ha inserito il numero chiuso) e, se fossi entrato, la commisione avrebbe valutato se e quanti esami convalidarmi.

Shock.

Dopo un “breve” momento di panico mi sono diretto a gambe levate in segreteria per chiedere altre informazioni, ma sapevo più cose io di loro.
Più passavano i giorni e più il passaparola tra noi studenti ha potuto diffondere l’informazione sulla decadenza e così pian piano tutti noi iscritti all’anno accademico 2008/2009 eravamo a conoscenza della cosa.
Siamo circa ad Aprile/Maggio 2014…

Arriva una mail dall’Unibo per informarci della decadenza solo il 26 Luglio, nella quale venivo avvertito che se a Marzo non avessi finito gli esami, sarei decaduto.

Roba da matti, se si considera che neanche i professori erano a conoscenza di tutto questo:

“Ah, ma cos’è ‘sta decadenza?”.

E restavano stupefatti da tutta la pappardella che ormai sapevo a memoria.
Noi studenti abbiamo cercato di avere esami prima della sessione di gennaio/febbraio (io personalmente solo due), per studenti che appunto rischiavano di decadere e siamo stati trattati come se stessimo chiedendo di pagare esami o una laurea, quando volevamo semplicemente degli appelli extra per poter ultimare i crediti richiesti entro marzo 2015.

Siamo ad oggi. 25 Novembre 2014 e viene annunciato che la decadenza per gli iscritti all’anno 2008/2009 è stata prolungata al 2017.
Ho visto gente che è andata via da Cesena dopo aver chiesto il trasferimento in altre facoltà e oggi si vedono arrivare notizie come queste. Dovranno sostenere esami e/o integrazioni che si potevano evitare.
Perchè tutto questo?!
Per avere meno studenti fuori corso iscritti e poter essere così l’università Numero Uno in Italia?!

Colleghi che lavorano, che hanno un figlio, che per un motivo o per l’altro non sono riusciti ad ultimare gli studi in 6 anni, pagano più degli altri e poi gli viene detto che a Marzo decadono.

Un grande BAH.
Io certo sono felice e tranquillo di questo prolungamento, mi spiace per chi ha deciso di andare via da Cesena e almeno così “Se non va per marzo, a Luglio mi laureo!!”

In tutto ciò è nato “decaPOP” che prende il nome da questo incubo vissuto per un pò di tempo, un programma radiofonico che va in onda tutti i venerdì alle 15:00.

Proprio in occasione di questa mala-informazione, Venerdì 5 Dicembre avrò il piacere di ospitare i rappresentanti degli studenti al Consiglio di Amministrazione e al Consiglio degli Studenti dell’Unibo, per poter chiarire quanti più dubbi possibili.

 Nicola Zincarelli

—————

Un rappresentante degli studenti

Decadenza rinviata a marzo 2017 per gli iscritti nel 2008/09! 

In principio, la decadenza dagli studi universitari era un escamotage per “costringere” gli studenti a rimanereattivi. Infatti, la regola prevedeva che uno studente dovesse sostenere almeno un esame in un certo lasso di tempo – molto prolungato – altrimenti sarebbe decaduto e avrebbe dovuto re-iscriversi per poter portare avanti i propri studi. E fino a questo punto della vicenda il ragionamento era altamente condivisibile.

Negli anni in varie università, tra cui l’Alma Mater, sono sorte varie forme di decadenza: nel caso del nostro Ateneo si è deciso che una triennale doveva essere terminata in massimo 6 anni e una laurea magistrale in massimo 5 anni. E a questo punto, la funzione di una decadenza non è più così evidente. Probabilmente questo sistema è stato creato anche a causa di sistemi di valutazione nazionali (leggi ANVUR) in cui la percentuale dei laureati in corso risulta un fattore sempre più determinante.

L’aspetto maggiormente critico della decadenza, oltre ai tempi restrittivi, è stata la comunicazione; gli studenti e le studentesse iscritti dal 2008/09 rischiavano di doversi re-iscrivere da zero, con l’incognita della convalida degli esami, se non avessero sostenuto tutti gli esami entro marzo 2015. Ma l’avviso è arrivato ufficialmente solo a luglio 2014. Quindi, panico, contatti, creazione di gruppi su FB. Per questo gap comunicativo – neanche tanti docenti sapevano di cosa si trattasse – c’è stata una mobilitazione non indifferente anche a livello di rappresentanza studentesca. Così gli uffici hanno effettuato una rilevazione e si è potuto verificare come ben più di tremila studenti era a rischio di decadenza. Perciò, anche per il numero elevato degli interessati, i termini della decadenza sono stati modificati e ora si decade dalla qualità di studente al quarto anno fuori corso (per intenderci, bisogna finire tutti gli esami di una triennale in 7 anni).

Speriamo che questa sia stata una lezione anche per l’amministrazione dell’Ateneo. E’ così difficile creare un vademecum da consegnare all’atto dell’iscrizione ai nuovi studenti con le poche regole fondamentali che sono alla base della vita accademica di uno studente?

Evidentemente, in tutti gli organi d’Ateneo c’è stata la piena consapevolezza che è meglio non rischiare diperdere degli studenti, per quanto abbiano allungato i loro studi oltre i tempi previsti.

L’università dovrebbe essere il più accogliente possibile, anche se è difficile avere sotto controllo le esigenze di tutti, il sistema dovrebbe essere flessibile.


Lo studio universitario è un diritto fondamentale, ricordiamocelo.

Danilo Buonora

pubblicato su www.uniradiocesena.it (30 novembre 2014)
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