Elenco di cose belle

[2017]

  • La pipì, quando ne hai bisogno
  • La cacca, quando ne hai bisogno
  • La prima partita a fifa. Rigorosamente 2013
  • La prima partita a fifa di notte
  • Il primo caffè, senza zucchero, grazie. Più di un bisogno
  • Il primo pranzo impegnativo
  • La prima bestemmia (scritta)
  • La prima doccia
  • La prima passeggiata sulla spiaggia, con mio padre
  • Il primo “cinque”, con mia cugina di 17 anni, chissà se va ancora di moda darsi il “cinque”
  • Le prime coccole al gatto
  • Il primo accesso su Netflix
  • La prima sveglia presto
  • La prima masturbazione
  • Il primo vino
  • La prima birra
  • Il primo giro a raccogliere gli amici in macchina perché è così che deve andare
  • La prima volta che arrivo in anticipo e devo aspettare, sotto la pioggia
  • Una partita adrenalinica su Sim City
  • Esultare come un forsennato per una sfida tra maschi e femmine in una serie TV. Vinta dai maschi, ovviamente
  • La prima bestemmia al telefono
  • Il primo articolo pubblicato su uniradiocesena.it
  • Il primo capitolo di un libro terminato
  • Il primo film un bel po’ vecchio (Serafino, 1968)
  • Il primo treno regionale sovraffollato e con una temperatura non confortevole
  • Il primo giorno di tirocinio dell’anno
  • Il primo dubbio, grande, su scelte per il futuro
  • La prima volta a fantasticare su progetti realizzabili chissà
  • La prima diretta radiofonica
  • Il primo sabato pomeriggio passato in radio a fare cose
  • La prima diretta in un programma non mio. Con Niki ovviamente
  • Il primo acquisto all’equo e solidale
  • La prima sveglia spenta e ignorata proprio di brutto, con mezz’ora di ritardo
  • La scoperta di un nuovo negozio
  • Il kebab, una gioia a volte
  • La diretta dell’insediamento di Trump
  • La prima volta al cinema, a 2 euro il mercoledì. Grazie Paterson
  • La prima bottiglia di amaro acquistata
  • La chiacchiera sul futuro e su come cambia la percezione di noi stessi e degli altri in pochissimo tempo
  • La prima diretta, da solo, di un’ora. Un’ora
  • La prima volta in una scuola a vedere un po’ gli obiettivi di questi ragazzi
  • La prima, e forse ultima, partita di calcetto dell’anno
  • Le birre del bangladino
  • Gli innamoramenti, quelli facili e unidirezionali
  • La colazione offerta, sempre bello
  • Gli inviti alle lauree
  • L’invito al primo matrimonio, non parenti, ma proprio amici
  • Il primo pomeriggio ad ascoltare radio Capital per ore e ore
  • La settimana che precede il compleanno, in cui mi sento giovane, esco tutte le sere e faccio tardi
  • Le giornate intorno al compleanno, con uno strano senso di solitudine
  • Il regalo, fatto di praticità e alcolici
  • La prima volta in Svizzera
  • Il piacere di dare una mano per un compleanno di 80 anni
  • Capire ogni giorno un po’ meglio che la strada è quella giusta
  • Capire che mio nonno è e sarà sempre un esempio grandioso di altruismo
  • L’incontro con una principessa
  • Scoprire che le piace tantissimo la cioccolata
  • La prima bottiglia di amaro finita
  • Reincontrare persone dopo un anno e mezzo e prendersene una di quelle grosse che ti fa passare la domenica sul divano a sonnecchiare
  • Spendere tanti soldi per mangiare e bere fuori con le persone reicontrate dopo un anno e mezzo
  • Ospitare persone simpatiche a casa
  • La cena a lume di candela
  • L’acquisto di una bottiglia di amaro
  • Il san Valentino col kebab e in compagnia, sua idea quella del kebab
  • L’importanza della tristezza
  • Andare a correre
  • Cominciare a pensare al proprio benessere fisico. Dai che stavolta forse ci riesco
  • Gli innamoramenti, quelli difficili e unidirezionali
  • Andare oltre il trattino e scoprire l’Emilia sperduta
  • Comprare un libro che sarà un regalo. Erano 2 anni che non compravo un libro, voglio prima leggere tutti quelli che ho già
  • Prendere un palo, come si diceva una volta e forse solo dalle mie parti
  • Passare ore nel traffico
  • Portarsi in giro la cioccolata
  • Comportarsi onestamente e anche bene con qualcuno che mi sta un po’ sul cazzo
  • Tentare di esserci quando serve per chi conta davvero
  • Un giorno intero senza accendere il pc. Lo smartphone no, quello è un po’ difficile
  • Il vino, quello buono, alle 4 e mezza di pomeriggio col proprietario di casa
  • Scoprire che un bel posto fa il proprio gin e scoprire che il gin tonic con quel gin viene comunque 5 euro
  • Parlare in inglese di religione con una ragazza cipriota che parla comunque un bellissimo italiano
  • Comprare un biglietto per un concerto
  • Andare a un concerto di tipi svedesi che hanno suonato anche una sega
  • Guardare, almeno un po’, una partita della nazionale italiana di rugby
  • Comprare un papillon e una cravatta di seta
  • Pensare di aver speso troppo per una cravatta e un papillon di seta, scoprire che i trucchi costano un sacco di soldi e rassenerarsi
  • Iscriversi a un corso, gratuito e molto interessante, all’ultimo momento, senza mandare l’allegato (ma mi hanno accettato lo stesso)
  • Andare in un programma radio non mio a parlare di animali
  • Provare a impegnarmi nella vita, in ciò che faccio, provare a cambiare in meglio le situazioni in cui mi trovo
  • Fare un’intervista seria per Uniradio
  • Provare a essere accogliente, anche con chi mi sta sul cazzo
  • Cantare Bello Figo alla fila di Brunori Sas
  • Svegliarsi prima della sveglia e arrivare in orario
  • Rivedere gente dopo anni e parlare di cazzate
  • Le storie di amore finte. Perché l’amore va sempre bene
  • Parlare di rivoluzione e provarci, cristo
  • Vestirsi eleganti per una festa in casa che, alla fine, si beve vino e basta e si cantano le canzoni, tipo Fischia il vento
  • Entrare gratis in una discoteca, perché incontri quello che ti apre le porte, in qualche modo
  • La Dub, quella bella che solo i tuoi amici sanno mettere su
  • Chiedere scusa per i messaggi della notte prima, quando il vino era tutto nella corteccia prefrontale. Perché tanto ogni scusa è buona per scrivere alla tipa
  • Partecipare a un’iniziativa, un world café, una roba nuova, con gente nuova e sentirsi bene
  • Pranzare alle 17 per non aver avuto tempo prima
  • Parlare con due tizi che credono nella loro start up e nella rivoluzione che vogliono portare nel mondo (Ethic jobs)
  • Ricevere feedback positivi come assistente di formazione
  • Usare ago e filo. Grandi conquiste
  • Vincere la Champions a Fifa col Cesena
  • Finire una serie TV (Friends) e avere quella sensazione, come se fosse finita una relazione
  • Mandare in stampa l’unimagazine
  • Mantenere le promesse. Alcune almeno
  • Andare in trasferta a Urbino a sentire Gazzelle (era gratis), portandosi il bottiglione in plastica di gin lemon
  • Vedere l’UniMagazine stampato e avere belle sensazioni. Vorrei tutte le copie per me
  • Essere ringraziato, perché riesco a dare una mano o creare connessioni. Prego
  • Avere una persona salvata come moglie in rubrica e scriverle parole d’amore. Finte
  • Non sapere cosa dire alla persona che mi piace davvero ora. Le domande intelligenti, cazzo
  • Supportare gli amici in ciò che fanno
  • Scoprire posti nuovi
  • Un grazie per la chiacchierata
  • Farsi portare il vino da papà e la passata di pomodoro da mamma. Ciascuno ha i suoi riferimenti
  • Avvertire l’entusiasmo del tuo capo
  • Andare a cena con i miei in un’osteria che ha carne di cervo e di antilope
  • Avere belle sensazioni con una persona, di cui già pensavi bene, ma non così tanto
  • L’aperitivo con le colleghe e le risate
  • Provare a dare i feedback sempre nel modo giusto
  • Aiutare un compagno, anche se sta parteggiando per chi è difficile chiamare compagno
  • Dormire su un divano, non di casa propria
  • Sentire l’affetto delle persone
  • Ricevere in dono dal proprietario di casa una “dama” di 5 litri
  • Sentirsi famiglia. “Oggi vi porto la morosa”
  • Avvertire di essere a Napoli per i suoni, il modo di raccontare le cose, il modo di ridere. Sarà che ci passo 3 volte all’anno
  • La pizza, senza neanche tornare a casa
  • I ravioli della nonna. E i fusilli “ca aggia fatti pe Danilo, sacc ca gli piacciono”. Non ti preoccupare nonna, pure i ravioli vann bbuono
  • Il modo in cui mio padre scherza con mia madre. Sarà lo stesso da anni
  • La preoccupazione di mia madre che mi vada bene quello che cucina e quello che mi dà da portare via e la coperta che ha messo sul letto e tutto
  • Mio fratello che insegue i cattivi
  • Le birre di osvaldino
  • L’entusiamo di un capo
  • Prendere un intercity – sanno proprio di vecchio gli intercity – e inventare storie sugli altri passeggeri
  • Il 25 aprile
  • I concerti, andarci gratis un po’ per caso
  • Scrivere del suddetto concerto (Fil Bo Riva) e ricevere messaggi di apprezzamento
  • Andare al matrimonio di una tua amica, né amici di famiglia né parenti, proprio una tua amica
  • Al matrimonio di prima, reincontrare altre 5 persone, più la sposa, e sapere che noi 7 insieme avremmo scatenato il delirio
  • Andare in giro in 6, in una c3 rossa, per le campagne pistoiesi
  • Ballare al suddetto matrimonio
  • Intonare cori per la sposa e per lo sposo, conosciuto per giunta al matrimonio. Cori non proprio edificanti, diciamo
  • Voler bene alle persone
  • Complimentarsi con un cameriere per il servizio
  • Farsi aiutare per gestire una situazione “elettrica”. Era durante il matrimonio e forse il vino non ha aiutato
  • Mangiare un panettone il 27 aprile
  • Preparare una puntata antifascista e farsi preparare una playlist resistente
  • Emozionarsi nell’introduzione della suddetta puntata antifascista
  • Farsi seghe mentali sulle persone e le situazioni difficili. C’entra l’elettricità di prima
  • Aggiornare questo elenco
  • Sentirsi utile
  • Sorridere e far sorridere gli sconosciuti per strada
  • Andare ai concerti. Levante
  • Giocare a pallavolo, scivolare, cadere, avere ferite
  • Le passeggiate e le chiacchierate
  • Le compagnie improbabili
  • Lo chardonnay
  • Le persone che uscendo dall’ufficio “che bello trovarvi col sorriso”
  • La fine del primo semestre
  • Il Festival delle Radio Universitarie (a Verona)
  • Organizzarsi per andare al FRU praticamente il giorno prima
  • Lasciare un messaggio nel quaderno dell’airB’n’B a Verona
  • Mangiare un kebab alle 3 di notte a Verona
  • Fare aperitivo al bar della stazione di Castel San Pietro Terme. Con una ragazza conosciuta lì
  • Pensare che sei un coglione perché non hai chiesto il numero alla suddetta ragazza
  • Le cene in casa, in pochi, mangiando bene e bevendo con moderazione. Grandi chiacchierate
  • Pensare di voler andare a comprare la colazione per tutti domani. Poi vi scrivo se l’ho fatto davvero
  • L’ho fatto davvero. Comprare la colazione per tutti
  • Avere a che fare con gli adolescenti e non averne fastidio
  • Ascoltare
  • Ricordarsi di dover esercitare l’empatia
  • Il compleanno della Venier
  • Andare a Valdobbiadene, bere prosecco tra le vigne
  • Cantare a città e pulecenella a squarciagola per le strade di Treviso. Grazie Campa per i tuoi fantastici CD
  • Il #partydemerda
  • Svegliarsi tardi e spendere soldi in più per l’alta velocità e arrivare, quindi, comunque, a un orario decente
  • I barilotti di birra da 5 litri
  • La pet therapy con Gonzalo, un dogo argentino, e Cersei, una sciacallina
  • I ponti giusti. Giovedì, venerdì, sabato e domenica
  • Seguire la finale di Champions in liveblog sul sito del post, di ritorno dal Veneto, su treni regionali
  • L’Uniradio Music Festival e pensare al futuro
  • Tornare a casa, quella di sempre, per votare, ma anche per vedere mamma e papà, che loro son felici e pure io
  • Andare a cercare gente a Rocca san Casciano. Speriamo continui questa storia
  • Premilcuore, i piedi a mollo nelle cascatelle, la grigliata
  • Sentirsi dire che le cose tipo dormire 4 ore a notte ed essere operativo sempre sono avventure
  • Parlare o, meglio, scriversi tanto e bene. E dirsi che è bello
  • Dire alle persone che sono fighe, dopo anni che lo pensi. Grazie Gin (tonic)
  • Farcela, in qualche modo, sempre, a prendere i treni. Chiamiamolo culo, ma pure fortuna iuvat audaces 
  • Riguardare Boris per tipo la quarta volta. Mica sapevo che era su Netflix?
  • Le maratone mentana addormentandosi sul divano
  • Una sinistra che un po’ funziona (Sanders, Melenchon, Corbin)
  • I frecciarossa, dove tutti sembrano persone educate
  • Rileggere questo elenco, con un po’ di occhi lucidi, un po’ di risate, correggendo gli errori e aggiungendo cose fatte
  • Otto e nove. Che sono “solo”  dei gatti, ma rappresentano tante altre cose importanti, tipo casa, famiglia, affetti, relazioni
  • Scoprire il giardino escondido del todomundo, un luogo magico
  • L’aperitivo, le chiacchiere, i gesti affettuosi e tante altre cose belle con A. (che tanto neanche lei sa che è chiamata così)
  • “Sto pensando alle tue mani e non va bene”
  • Provare a beccarsi, ma essere dall’altra parte dell’Italia quando si potrebbe
  • Il mare di Trentova, di lunedì mattina
  • Il pride a Bologna
  • I passaggi scroccati
  • Fregarsene degli orientamenti sessuali altrui
  • Sara
  • La notte rosa
  • Svegliarsi un paio di stazioni dopo quella prevista
  • L’alba sull’adriatico (che è sempre il lato sbagliato)
  • Gli abbracci (intanto su what’s app)
  • I baci sul collo (questo non su what’s app)
  • I messaggi “Ehi, tra un’ora sono da te”
  • Dopo un po’ “Ah, sai, potresti ospitarmi anche per la notte?”
  • La notte rosa, due notti di fila
  • Provare a fare “solo” una buona azione e guadagnare potenziali ingressi gratis nelle discoteche di Riccione
  • I pomeriggi sul divano a non fare niente, perché puoi scegliere di non fare niente, perché sei libero di non fare niente, anche se dovresti, ma senza fretta
  • L’entusiasmo degli amici per le piccole cose
  • Prendere decisioni importanti che riguardano il proprio futuro e uscire dalla comfort zone, che alla fine è il vero modo per crescere
  • I baci sul collo, le carezze su tutto il corpo, gli abbracci e i peccati capitali
  • Pif che racconta di sé e, forse, non si rende conto che è diventato un modello, anche quasi un idolo
  • Le ragazze vestite di rosso
  • Chi ti aggiunge su FB
  • Il passaggio dal divano al letto. Portando in braccio un’altra persona
  • Lasciare fuori, ai margini, i bisogni, le paure e i pensieri ed essere solo sulla voglia del momento
  • Le cose belle e parlarne il giorno dopo, perché è complicato, ma parlarne in modo bello
  • I baci, anche sul collo, ma un po’ ovunque
  • Piccoli passi avanti, che la rivoluzione mica si fa in un giorno
  • Perdersi e ritrovarsi. A Trani nello specifico
  • L’albergo pagato dall’azienda. Azienda per cui non lavoro. Il mio amico sì
  • L’arte dello scrocco, sto migliorando
  • Il ritmo dei respiri e l’alchimia, quando sei lì e senza parlare va come deve andare
  • Le lauree degli altri. Anita, soprattutto
  • Le conversazioni su what’s app che sembra non ci sia fretta, parole pensate bene
  • Il gin tonic
  • L’alcol di “contrabbando”
  • L’ostello casa
  • Le paste alle tre della moderna
  • Le ferie
  • Il vino del proprietario di casa
  • I leak di Game of Thrones
  • Eccitarsi a vicenda via messaggio
  • Parlare di cose passate e personali con leggerezza, con la persona giusta
  • Il torrent che va da dio. E ora house of cards si può guardare ovunque, senza aspettare che si carichi la puntata
  • La prima classe. Ah, la prima classe. Ma è capitata, una volta
  • Cucinare per me, bene
  • Palù, che è un gatto che fa cose
  • Riprendere libri complicati, finire capitoli, non leggere per un po’, leggere di nuovo
  • Comprare un libro, anche se 5 minuti prima avevo detto che non avrei comprato libri finché non finisco di leggere tutto quello che ho e non ho letto
  • Il mare di giù, quando è pulito
  • 120 passaggi a racchettoni
  • Dirsi di vedersi a Bologna tra un po’, poi chissà
  • Leggere la felicità di un’altra persona
  • I cocktail carichi e gagliardi di osvaldino
  • Le passeggiate nel parco
  • Le bestemmie giocando a FIFA
  • I pranzi in famiglia, anche aspettando, perché è importante
  • Ritornare alla normalità
  • La casa vuota, da solo
  • I divani, ah i divani
  • House of cards, il limoncello di mamma e il gelato
  • I pranzi domenicali molto buoni
  • Mia madre di Nanni Moretti alle 3 di pomeriggio
  • I Daughter dal vivo. Quello di cui avevo bisogno
  • Un viaggio a Malta, viva l’Europa
  • La tecnica girls on boys per riempire i van
  • Paceville. Forse meglio di martedì
  • La Cisk
  • Sopportarsi anche oltre le aspettative
  • I parchi di notte
  • Tre giorni di fuoco. Infrasettimanali. Andando sempre in ufficio
  • La complicità
  • I fine settimana di fuga
  • Gli straccetti di carne equina crudi
  • La pizza fatta in casa
  • Le tisane
  • Il tè
  • Il limoncello fatto in casa prima di dormire
  • Netflix e le dipendenze quasi positive
  • La tequila
  • Le frasi imbarazzanti che non ricordo e che mi vengono riferite
  • Essere d’accordo sulle strategie
  • Quando qualcuno ti offre da bere
  • Le chiacchierate sulla memoria, sul fatto che l’umanità non funziona e quando finirà il mondo
  • Pensare di scrivere a una persona. E non farlo
  • Sperare di aggiornare questa lista con “ho scritto a quella persona”
  • Scrivere a quella persona. Stop
  • Le cene tra maschi, ogni tanto
  • I tour alternativi e notturni in città
  • Gli abbracci e le emozioni mostrate
  • Non fare nulla e avere un po’ di paura per il futuro
  • Innamorarsi delle persone, in generale, giuste o sbagliate. Alla fine dell’anno farò il conto
  • Andare a fare colloqui. Non potrebbe essere il mio vero lavoro cercare colloqui e farli e poi basta?
  • Trovare un nuovo posto dove pranzare a Bologna ed esserne molto soddisfatto
  • Il mare d’ottobre, con bagno annesso
  • Inseguire il tramonto, per avere un motivo, una foto, una storia. Invano, intanto
  • Le feste in casa che ormai sono un’istituzione
  • Sperare in una risposta, almeno
  • Abbracciare i parenti che vedi tipo una volta all’anno
  • Parlare in svizzero tedesco del mio futuro, che già in italiano è difficile
  • Sentirsi chiamare per strada, aggreggarsi a un giro al mercatino dell’usato più aperitivo
  • Incontrare per caso la stessa persona due giorni di fila (Danilo, cogli i segnali dell’universo)
  • Fare battute sconce, che ogni tanto ci sta
  • Le cene in collina
  • I passaggi in Vespa
  • I prestiti di auto un po’ inaspettati
  • I colloqui in grandi aziende
  • Essere chiamato dottore
  • La presentazione sulle competenze trasversali e gli apprezzamenti
  • Sentirsi apprezzati come persona e come professionista
  • Rivedere un amico, un’amica
  • Risentirsi dopo mesi
  • Fantasticare su convivenze e mobili con alcolici di alta classe
  • Il ritorno agli SMS
  • I pranzi in osteria, in un giorno festivo
  • Halloween (per sempre Mia)
  • Realizzare le cazzate, le magliette ispirate a Rob Breszny
  • I giri in centro. In tuta. Per fare acquisti “casalinghi”
  • Farsi chiamare Paestum. Un po’ come Lois Lane chiamava Smallville Clark Kent nella serie TV di più di dieci anni fa
  • Tu, con la borsa rossa, il rossetto rosso. Sono sicuro che hai sorriso quando ho detto che mi piace molto il rosso. Stavo comprando un tappeto per il bagno
  • Le cene riuscite
  • I discorsi, sofistici. La domanda di partenza era “quanto è utile la statistica per la psicologia?”
  • Dire una cazzata. E poi applicarla, facendo delle magliette
  • Soddisfazioni social grazie a una GIF
  • Regalare dei libri per Natale. Si spera azzeccati
  • Prendere uno spasmex e dormire molto bene
  • Fare il solito tour con il compagno, un compagno da 12 anni
  • Le certezze, quelle dei posti aperti sempre, in qualsiasi stagione
  • Il passaggio in auto da mio fratello
  • Scoprire per caso di essere sullo stesso bus, che parte alle 5.40 del mattino
  • Trovare qualcun altro a cui piace il rosso
  • Escher “oltre il possibile”
  • Le gite in un giorno, le macchinate e il benessere
  • Guadagnare soldi onestamente (ma non l’avevo già scritto?). Forse si sono cancellati un paio di punti
  • Fare la guida turistica
  • La fonduta fatta a casa
  • Raccontare cosa stai facendo
  • Farsi trascinare dall’entusiasmo di un amico
  • Rileggere e aggiornare questa lista a poche ora dalla fine dell’anno
  • L’avvicinarsi dell’ultima cena impegnativa dell’anno
  • Vergognarsi un po’ di alcune cose con sè stessi
  • Mio padre entusiasta perché in una foto porto la cravatta
  • I biscotti natalizi di mia madre
  • Il libro con tutti i racconti di Sherlock Holmes che finirò tra qualche giorno, si spera
  • Conoscere persone nuove e starsi simpatici
  • Provare a essere vicino alle persone quando ne hanno bisogno
  • I baci un po’ improvvisati. “Non immaginavo…” – “Neanche io”
  • Alzarsi dal letto alle 12
  • Scoprire nuovi artisti, leggendo articoli sulle riviste web di musica indipendente
  • Ascoltare messaggi vocali “a noi ci piaci in modo complicato”
  • Sapere di non aver capito ancora nulla e provare a capirne un po’ di più, sapendo che non capirò comunque
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