Servitù, tempeste fittizie e bordelli

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
 nave sanza nocchiere in gran tempesta,
 non donna di provincie, ma bordello!

Così Dante nel VI Canto del Purgatorio descriveva il nostro Paese , quando era ancora lontano dall’essere unificato e, sebbene ora un nocchiere, volenti o nolenti, sembra ci sia, è l’ultima parola che rispecchia in modo efficace lo status quo della nostra italietta: BORDELLO!

Il poeta nato 750 anni fa si riferiva evidentemente a situazioni molto diverse dalle attuali, ma anche ora non si scherza a tempeste, servitù e bordelli.

La servitù

In questo senso si può parlare di servitù degli studenti universitari, servi di un sistema che cambia solo apparentemente. Nonostante la riforma globale apportata dalla cara Mariastella Gelmini, l’università italiana stenta a raggiungere livelli di attrattività europei. Forse, a tanti fa comodo rimanere immobili, lasciare la cultura com’era 30 anni fa. Senza giri di parole, i baroni, che a volte sembrano delle figure fantomatiche, in realtà esistono. In ogni università ci sono tanti rapporti di forza sottesi al funzionamento dell’università in tanti elementi, dalle assunzioni dei docenti, alle borse di dottorato per arrivare anche alle ammissioni ai corsi di studio. Servi di un sistema, diffuso e soffuso, complicato da individuare, annidato nei meandri burocratici dell’università e nelle relazioni più o meno di convenienza tra i vari attori coinvolti.

Le tempeste (finte)

Anche se, a dir la verità, le tempeste potrebbero anche essere gradite, a volte sono solo dei piccoli sospiri celesti. È interessante notare come nella comunicazione, politica e non solo, ci sia la tendenza e dichiarare grandi sconvolgimenti, l’introduzione di pratiche rivoluzionarie, però, a volte il senso di realtà, altre il Parlamento, ridimensionano l’aspetto legislativo rispetto ai sensazionalismi delle dichiarazioni. Un esempio che può far capire questo atteggiamento, anche perché vicino al mondo universitario, è tutta la diatriba riguardo ai test d’ammissione ai corsi di medicina – anche se si dovrebbe allargare il discorso a tutti i numeri chiusi, ma gli aspiranti medici evidentemente sono più bravi a riempire le pagine dei giornali. Tant’è, la ministra Giannini aveva dichiarato, con un entusiasmo pari a quello di Putin quando lo chiamano zar, che sarebbero stati introdotti nuovi metodi di accesso per i corsi a numero programmato, importando il cosiddetto modello francese. Se ne è parlato, più di quanto si parli solitamente di università almeno, ognuno ha detto la sua, le associazioni contrarie, poiché c’è comunque uno sbarramento, le università contrarie, perché accogliere migliaia di studenti è impossibile, i docenti contrari… Alla fine il modello francese è stato posto con molta discrezione nel calderone del dimenticatoio e, anche stavolta, enormi spot per il nulla.

Il bordello

Infine, il bordello, luogo di perdizione e lussuria. Alcuni politici – di cui non faremo il nome, ma tanto si sa – sono dediti ad attività ludiche, come ad esempio amplessi, con persone, talvolta minorenni, talvolta maggiorenni, talvolta non si sa. E l’università si può usare come metafora della nostra società, o addirittura come proiezione; almeno in teoria, gli universitari sono la classe dirigente del futuro, ma guardandosi intorno, proprio sinceramente, la situazione è tragica, il livello della formazione già non è elevatissimo, ma la motivazione a migliorarsi, a cercare stimoli per crescere, è davvero poco diffusa. È un bordello formato da disagio, insicurezza, peccati capitali, alcolismo e voglia infinita di fuggire.

Tutto questo sproloquio, con Dante che si sta rivoltando nella tomba per questo abuso di una sua terzina, solo per mantenere il livello di pessimismo costante di questa rubrica. C’è sempre quella piccola fiammella di positività, perché poi alcune persone con voglia di fare e forza di poter creare qualche iniziativa positiva ci sono. Tuttavia, a volte, sembra proprio un’illusione, è davvero troppo tempo che il declino continua, imperterrito, oltre ogni immaginazione. A volte, però, un’illusione può portare alla realizzazione. Ma non stavolta.bridging-the-seas-with-a-boat

 

 

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