Manuale per informarsi sul web

Immaginate: appena svegli di mattina siete nel letto o sul water prima di uscire oppure sul divano nell’ozio postprandiale a scorrere col vostro dito la home di un social. Ecco, questo è il modo di informarsi più diffuso nel nostro tempo, dove spesso si ha la percezione di sapere qualcosa solamente tramite la lettura dei titoli che ci compaiono sulla nostra home. L’informazione, la lettura di giornali, riviste, news passa, perciò, per la grandissima maggioranza dai nostri dispositivi e, in buona parte, dai social. 

Il web ha dato la possibilità di trovare in pochissimi secondi e con una facilità incredibile milioni di informazioni da tutto il globo. Ciò, ovviamente, comporta sia degli enormi vantaggi di accessibilità, ma anche dei “nuovi” rischi, come la rapida e incontrollata diffusione di notizie false, bufale, manipolazioni.
Per ridurre i rischi di incappare in notizie fuorvianti, si possono avere dei piccoli accorgimenti:

  • scegliere una fonte credibile, una rivista scientifica o un giornale specialistico
  • verificare le credenziali dell’autore, quando possibile, per valutare la credibilità delle affermazioni
  • attenzione ai titoli “acchiappaclick”: spesso non rispecchiano neanche il contenuto dell’articolo
  • verificare la presenza di collegamenti a studi scientifici

Questi consigli sono suggeriti dall’EUFIC (European Food Information Council), un’organizzazione no-profit formata da scienziati ed esperti di comunicazione che ha l’obiettivo di promuovere un’informazione corretta sull’alimentazione, ma, ovviamente, si possono applicare queste indicazioni a qualsiasi tipo di contenuto. 

Un’altra iniziativa interessante è nata all’interno dell’Università di Bologna. “ParliamoneOra” è un manifesto sottoscritto da 220 ricercatori e docenti a favore di una divulgazione corretta basata sulle competenze e sulle conoscenze scientifiche, che propone iniziative e partecipa a dibattiti, convegni seminari.

Per quanto siamo passati a un’informazione digitale e sempre meno cartacea, gli autori degli articoli che leggiamo o che vediamo sui nostri social sono, quasi sempre, giornalisti. Di base ci si dovrebbe fidare dei giornalisti, è il loro mestiere raccontare un pezzo di attualità. Purtroppo, le leggi – talvolta nefaste – del web, dei click, delle visualizzazioni possono portare a distorsioni o notizie non verificate anche da parte dei professionisti dell’informazione.

Per procedere verso il consiglio pragmatico che risponde all’enigma “e quindi come faccio?”, consigliamo alcuni siti di informazione che si dimostrano attenti alle verifiche delle notizie e alla citazione delle fonti.

Il primo è il post.it, un giornale online nato nel 2010, caratterizzato soprattutto da articoli esplicativi, chiari, imparziali. Interessante che, a parte rari casi, gli articoli non sono firmati perché i pezzi sono considerati prima di tutto un lavoro di redazione. Hanno fatto un grande lavoro per coprire e spiegare le elezioni europee con l’approfondimento chiamato Konrad e hanno pubblicato podcast di approfondimento.

Un’altra esperienza positiva è Valigia Blu, un collettivo di giornalisti freelance guidato da Arianna Ciccone, che produce soprattutto articoli di approfondimento. Ha un canale Telegram in cui ogni sabato inviano le principali notizie pubblicate. 

Probabilmente una delle migliori esperienze editoriali italiane è Internazionale, il settimanale che pubblica contenuti da giornali di tutto il mondo, uno dei modi migliori per informarsi sull’estero, con articoli tradotti con cura.

Uno dei siti di settore che seguo maggiormente e che si contraddistingue per qualità di contenuti, utilizzo di statistiche, approccio alla narrazione è L’Ultimo Uomo: è una rivista di sport online con articoli su soprattutto su calcio e NBA, ma anche tennis, ciclismo, boxe, Formula1, nuoto e altro. Apprezzo molto i long-form, articoli di approfondimento con tempi di lettura anche oltre i 30 minuti, con contenuti video, immagini, tabelle interattive, davvero ben fatti.

Per quanto riguarda il fact checking, cito: Open, Pagella Politica, AGI e Bufale.net.
Open è il giornale online fondato da Enrico Mentana a dicembre dello scorso anno, con un’ottima applicazione per smartphone e che ha una sezione dedicata interamente al fact checking.
Pagella Politica è un progetto che monitora le dichiarazioni dei politici italiani, verificandone la veridicità e partecipa al progetto SOMA (Osservatorio Sociale per la Disinformazione e l’Analisi dei Social Media) portato avanti tramite fondi del programma europeo Horizon 2020.
AGI è l’acronimo di Agenzia Giornalistica Italia, controllata dall’ENI, e anche in questo caso troviamo nella home del sito una sezione Fact-Checking.
Bufale.net è un portale di fact-checking contro la disinformazione, le bufale e l’allarmismo sul web.

Un’altra indicazione è seguire i giornalisti che si dimostrano affidabili.
Cito Daniele Raineri, giornalisti de Il Foglio, esperto di esteri, ha seguito e segue con molta attenzione la situazione in Siria. È molto attivo con la sua pagina Facebook.
Un altro è Simone Pieranni, gran conoscitore di faccende cinesi, giornalista de Il Manifesto, e autore di Risciò, un podcast sulla Cina. L’ho conosciuto attraverso questo articolo su Xi Jinping, presidente della Cina.
Arianna Ciccone, già citata per Valigia Blu, è, insieme con Christopher Potter, fondatrice del Festival Internazionale del Giornalismo, che si svolge annualmente a Perugia e anche lei fa molta informazione anche tramite i social.
Menzione speciale per Paolo Borrometi, vincitore poche settimane fa del premio Peter Mackler per le sue coraggiose inchieste sulla mafia in particolare su Siracusa e Ragusa e costretto a vivere a Roma sotto scorta, a seguito di minacce di morte e attacchi personali. È presidente di Articolo 21, un’associazione che sostiene la libertà di informazione. 

Quelli citati sono degli esempi di informazione fatta bene e giornalisti che lavorano bene secondo noi. Questo non vuol dire che tutto il resta non si debba leggere, anzi. Questo vuol dire provare a sforzarsi un po’ di più, a non fermarsi al titolo, a prendersi qualche minuto in più per leggere, verificare, approfondire e, soprattutto, sviluppare il proprio senso critico, ragionare.

Infine, un piccola notizia sui mezzi di informazione ritenuti più affidabili: secondo un rapporto del Censis del 2018, al primo posto c’è la radio, ritenuta affidabile dal 69,7 per cento delle persone; poco più della televisione e della carta stampata;  il doppio dei social network.

Pubblicato su UniMagazine – n° 9 – settembre-ottobre 2019

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