I giovani ascoltano la radio? La risposta è sì (e anche molto)

Un microfono, decine di cavi, uno scantinato, vinili, tanti vinili, un trasmettitore, una frequenza raggiunta fortunosamente, tantissima voglia di fare, di costruire, di dire ciò che non veniva detto altrove e di far ascoltare la musica che non veniva trasmessa altrove. Così era la radio e, in parte, è ancora così. Sicuramente per fare radio c’era e c’è sempre bisogno di una grandissima forza di volontà, una perseveranza difficile da trovare in altri ambienti, una continuità data dall’affetto per la musica e dall’affetto per chi, quella musica, la ascolta. Ora la radio cresce e si diffonde sul web, ora la radio è sugli smartphone e sui PC. Proprio così, ciò che prima si raggiungeva con uno strumento apposito, appoggiato su un mobile della cucina, con due manopole e varie interferenze, ora è sempre con noi. La radio ha la capacità di adattarsi ai tempi, ha una versatilità che, ad esempio, la TV non ha avuto. Infatti, tutte le radio hanno un sito web dove poter ascoltare lo streaming della diretta o un’app per smartphone per ascoltare la radio quando e dove si vuole. La radio è riuscita a slegarsi dal supporto fisico e a entrare nel mondo del web, perché in radio si pretende un fruitore consapevole. Chi racconta qualcosa in radio sa che sarà ascoltato, si crea una connessione particolare, un dialogo invisibile, che porta grandi responsabilità, perché l’ascoltatore è attento, sveglio e cosciente, non impigrito da uno scorrere d’immagini e di parole casuali. Ciò che sorprende di un mezzo d’informazione storico come la radio è la sua capacità costante di raggiungere sempre i giovani: lo mostrano i dati della ricerca “Come afferrare Proteo. La prima Ricerca di Base sulla Radio”; infatti, il 50% dei 14-17enni e il 47% dei 18-24enni dichiara che il tempo speso ascoltando la radio è aumentato rispetto a 3 anni fa. Accanto ai mezzi tradizionali, come l’autoradio, i nuovi supporti tecnologici sono molto utilizzati per “sintonizzarsi” sulle stazioni preferite e per scoprirne di nuove.

La radio è e sarà sempre il simbolo dell’informazione libera, della controinformazione, delle scoperte e delle opportunità. Il web è un luogo metafisico ideale dove sviluppare un pensiero libero e affrancato da qualsiasi influenza esterna, dove poter esprimere le proprie idee. Il connubio tra radio e web consente di avere a disposizione due strumenti importanti, complessi, utili e funzionali per esprimersi liberamente. Nelle web radio, come Uniradio Cesena, c’è la possibilità di trasmettere musica senza obblighi di etichette, c’è la possibilità di parlare liberamente di qualsiasi cosa senza obblighi editoriali. L’informazione libera ora è nelle web radio: la musica oltre le major e l’informazione oltre i grandi gruppi editoriali passano da qui e sono a portata di mano. Uniradio Cesena è solo un esempio di cosa può essere una radio universitaria. Ci sono tante sfaccettature, ma ciò che permane in ogni caso, in ogni città, in ogni università è la voglia di essere liberi da vincoli esterni e liberi di dire la propria. Uniradio ha la missione intrinseca di dare spazio a chi ha voglia di mostrarsi, di dire qualcosa a modo suo, di fare musica come crede, senza sottostare alle regole non scritte della standardizzazione del mercato. E proprio questa libertà porta a una continua crescita, un costante tentativo di migliorarsi, di perfezionare il prodotto finale per diventare sempre più un punto di riferimento nella comunità universitaria. I numeri ci mostrano che la radio è giovane, anzi, è ringiovanita e una webradio come Uniradio Cesena non può esimersi dall’essere giovane, ringiovanita e a misura di universitario. Uniradio non sfugge alle regole della modernità e ha anche un’app, dove poter ascoltare la programmazione 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e, se proprio vi siete persi il vostro programma preferito, ci sono i podcast sempre disponibili, direttamente sul sito.

Le radio, attraverso il web, hanno attraversato i decenni e sono adatte a essere ancora il media con maggiore qualità nei contenuti, grazie alla passione per la musica e ai legami che essa può creare tra chi racconta con la musica e chi ascolta la musica.

Danilo Buonora

Station Manager di Uniradio Cesena

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