Zehn kleine gutestunde 8

10 piccoli contenuti notevoli curati, letti, ascoltati, visti o, un po’, commentati

Dopo una settimana di pausa e dopo aver scavallato l’anno.
Di informazione fatta male, ancora di Calabria (perché non è che una cosa finisce all’improvviso), di Eddi Marcucci, di colpe nell’indie, di tv fatta bene.
  1. Sono attento alla comunicazione, un po’ perché me ne sono occupato tra radio e altri contenitori, un po’ perché sono sicuro che passi anche da lì un migliore modo di vivere e di pensare. Nelle scorse settimane, gli algoritmi di Facebook mi hanno mostrato un pezzo di TPI con questo titolo: “Bambine lo accusano di molestie: stuprato e ucciso su ordine dei genitori”. Poche ore prima, la cronaca italiana raccontava di un terribile caso di sofferenza e violenza. Mi ha impressionato molto negativamente il tempismo di TPI, che decide di pubblicare un pezzo datato ad agosto. Un pezzo accaduto apparentemente in Russia, senza citare una fonte, senza un contesto di luogo e tempo specifico, senza alcun tipo di verifica. Suona come una fake news. Questo è il primo capitolo del manuale “Cosa non dovrebbe fare chi si occupa di fare informazione”.
  2. Il secondo capitolo del manuale “Cosa non dovrebbe fare chi si occupa di fare informazione” riguarda questo pezzo: Influencer 29enne muore durante l’operazione per gonfiarsi i glutei. Altro articolo di un fatto accaduto dall’altra parte del mondo, senza citare una fonte e dubito fortemente che il giornalista di TPI sia andato di persona a verificare. Inoltre, una breve ricerca sul web, fa emergere alcuni dubbi sulla veridicità della notizia che, per accuratezza e trasparenza, andrebbero quanto meno riportati. Il problema, e arriviamo al punto, è che TPI afferma quanto segue: “TPI si impegna ad ottenere il massimo standard di accuratezza, che si ottiene controllando i fatti e le fonti (che di regola devono essere citate), utilizzando più di una fonte salvo quando ciò sia impossibile, facendo una chiara ed esplicita distinzione fra fonti di prima e di seconda mano”. Esattamente il contrario di quanto fatto nei due esempi appena riportati.
  3. La saga calabra (di cui avevo parlato, ad esempio, qui) era giunta a una tappa importante con la nomina a commissario di Guido Longo. E prendo di nuovo TPI, che evidentemente è capace di fare anche cose decenti, che prova a capire come si sta muovendo il commissario dopo il primo mese, stavolta citando anche una fonte (i quotidiani locali). Che, tra l’altro, in Calabria si dovrebbe votare, ma ancora non si sa quando.
  4. Il punto 2 del ZKG2 era dedicato a Eddi Marcucci. La sua storia riguarda la libertà di tutte e tutti e l’ultimo aggiornamento è che stata confermata la sorveglianza speciale. Le scelte del tribunale di Torino stanno assumendo la forma di accanimento ingiustificato.
  5. È uscita una nuova canzone de I cani. Sono anni che penso di scrivere un pezzo sull’indie italiano intitolato “È tutta colpa dei cani”. Perché credo che all’incirca 10/11 anni ci siano stati i germogli di quello che adesso è chiamato indie-pop italiano, che contempla tra i massimi esponenti Calcutta e Tommaso Paradiso. Ecco, ed è una colpa, forse inconsapevole, quella de I cani, di aver dato il là a un certo sentimentalismo, a un certo modo di cantare i 20 e i 30 anni, di cantare la mia generazione.
  6. C’è della televisione fatta bene. Mi sto sparando, in orari assolutamente improbabili, i video delle interviste di “Una pezza di Lundini“. È definito “un programma ispirato alla corrente dell’anticomedy”, cioè praticamente fa ridere per interviste assurde, senza aver alcun canone di comicità, ma, anzi, silenzi, imbarazzi, errori voluti. Due interviste molto interessanti, tra le ultime che ho guardato: Piergiorgio Odifreddi e Sandra Milo.
  7. Un articolo, finalmente, fatto bene sull’impatto psicologico della pandemia. Di Valigia Blu (e non è un caso), che, tra l’altro, è sostenuta tramite un crowdfunding a cui partecipo da tre anni e quest’anno mi sono fatto arrivare, come reward, il libro di Makkox “Nuove mappe del paradiso. Una autobiografia ucronica”.
  8. Ogni tanto penso alla rivoluzione e a quanto ci sia bisogno di tanti piccoli gesti quotidiani per farla cominciare o, se fosse già cominciata, a darle forza. I primi tre sono: alzarsi presto, rifarsi il letto e fare e farsi domande.
  9. Ho scoperto una piattaforma bellissima online per creare video promozionali per podcast. Si chiama Headliner. E, ovviamente, l’ho usata per pubblicare alcuni podcast di Sinapsyche.
  10. Una canzone che mi sta piacendo molto: Tokyo Kiss di Arthur H.

Altro (parola della settimana): icastico. Che chissà dove l’ho letta, ma poi l’ho appuntata a caso. E questa ne è la definizione:”Che descrive, rappresenta o ritrae nei tratti essenziali, e quindi in modo efficace e spesso asciutto, tagliente”.

Icasticamente, un abbraccio,
Danilo
ZKG#8

Immagine di copertina: Otto, con molta evidenza un gatto, con il suo topo-cuscino

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