Neve, trasporti ed elezioni

La neve ricopre ancora la maggior parte delle regioni del Nord, rendendo i paesaggi urbani magici, ovattati e pericolosi; le nostre città sono più silenziose, proprio come il silenzio elettorale a poche ore prima del voto.

La neve ha creato – e crea anche in questo momento – alcuni disagi, soprattutto sulla circolazione dei treni con ritardi di 2 ore e 8 minuti, almeno per me, e forse di più per altri viaggiatori. Disagi collegati anche alle elezioni, pensando a tutti i fuori sede, lavoratori e studenti, che tornano nel comune di residenza per esercitare un diritto, anche grazie al relativo sconto di Trenitalia. Sembra quasi che la natura, insieme con la disorganizzazione, abbia voluto rendere più complicato l’esercizio del proprio diritto.
Non sono incazzato, né particolarmente infastidito, sto solo cercando dei simboli nell’universo che mi facciano capire meglio dove guardare o come posizionarmi per trovare la giusta prospettiva.

Mi sento di sinistra

Posso affermare con una certa sicurezza che mi sento una persona di sinistra, alla ricerca perenne della riduzione (o eliminazione) delle disuguaglianze sociali, civili, economiche, culturali e mi sento a disagio. Come dice un mio amico abbastanza saggio, si dovrebbe cominciare a pensare ai partiti e movimenti politici non più come destra o sinistra, bensì dovremmo concentrarci su un aspetto più economico e capire chi è espressione di un’impostazione liberale e chi no. Per intenderci, i partiti di centrodestra sono partiti liberali, senza dubbio, ma lo è anche il Partito Democratico, nonostante sia nato da partiti e persone proveniente da storie e idee diverse dallo sfrenato liberismo e liberista lo è tutta la coalizione, in particolare +Europa di Emma Bonino. Diciamo anche che l’economia occidentale si basa sul liberismo, a partire dagli Stati Uniti, e, in misura diversa, anche l’Europa. Il sistema liberale ci ha portato a dove siamo adesso che, a dirla francamente, non mi sembra proprio il massimo. Le disuguaglianze sono evidenti, sono il nostro elefante nella stanza, facciamo quasi finta di non vedere che i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre di più e sempre più poveri; si è creata una generazione, la mia, che non ha prospettive di crescita sicura, la prima generazione da cinquant’anni a questa parte che non avrà più benessere rispetto alla precedente. Ciò che manca in Italia, effettivamente, è una forza politica credibile non liberale: in altri Paesi, soprattutto lo scorso anno, ci sono stati alcuni exploit interessanti, come Mélenchon in Francia, o alcuni leader che stanno consolidando un’ottima opposizione, come Corbyn in Gran Bretagna, ma anche il Portogallo ha un governo composto da partiti di sinistra. Queste mie parole non sono una dichiarazione di voto e, anzi, sono ancora indeciso. Ritengo che questo sia il momento giusto di ritrovare i propri ideali e votare per qualcosa in cui si riesce a credere; una credenza non data da una fede cieca, piuttosto una credenza data da valori morali ed etici.
Non sono un economista, né un filosofo o politologo, perciò consiglio di affidarsi a chi ne può sapere di più: recentemente mi hanno fatto scoprire Raffaele Alberto Ventura (Eschaton per gli amici del webbe), autore della “Teoria della classe disagiata“. Ecco, leggere alcune considerazioni di persone più colte di noi può farci bene.

Le ideologie non esistono più

Un altro aspetto di cui mi piacerebbe parlare – e che forse riuscirò ad approfondire in futuro – è la distruzione delle ideologie politiche. Da un certo momento in poi, all’incirca 25-30 anni fa, le ideologie hanno cominciato a perdere il loro significato, sono state demonizzate come portatrici del male; alcune ideologie certamente sono da evitare, altre, probabilmente, si poteva pensare di renderle adatte ai tempi, di trasformarle in base ai cambiamenti della società o, ancora, si possono creare delle nuove ideologie. Comunque, adesso ci troviamo uno scenario politico praticamente svuotato, senza una linea politica. Una volta si votava, per esempio, per il partito comunista e si sapeva che le politiche proposte da quel partito sarebbero state improntate in base a certe idee. Oggi c’è una fluidità impressionante, manca, a mio avviso nella maggioranza dei partiti, un’idea di fondo, una direzione, una visione lungimirante della società in base ad alcuni principi, sono (siamo?) tutti un po’ democristiani, almeno chi ci governa e ci governava. Renzi, nel suo percorso da presidente del Consiglio, si è sempre più avvicinato a una figura come Macron, centrista, fuori dai partiti tradizionali, liberista, inserito nella logica liberale del mercato globale, adatto ad accontentare la parte di elettorato sufficiente ad essere eletto. Ricordo, giusto come emblema, che il partito di Macron si chiama En Marche e la mozione di Renzi per la rielezione a segretario del PD si chiamava In Cammino. E, giusto per chiarezza, Gentiloni non è diverso da Renzi.

Ciò che ci fa male

I primi mesi di questo 2018 sono stati caratterizzati da molti episodi di violenza. Uno in particolare, secondo me, è inaudito: l’attentato terroristico di stampo fascista di Traini a Macerata. Credo che i fatti vadano chiamati col loro nome, senza paura. E se un individuo spara a caso su altre persone è terrorismo, fascista in questo caso perché spinto dall’estremismo ideologico. Nei giorni successivi sono rimasto basito dalla scarsezza dei partiti politici che si sono professati antifascisti e che hanno condannato l’episodio come atto fascista, in primis Matteo Renzi. Sembrava quasi che ci fosse timore, che si potessero perdere dei voti definendosi antifascisti. Eppure, sono convinto che l’antifascismo debba essere un valore imprescindibile per fare politica in Italia.

P.S.

Ecco, in tutto questo, infine, ricordo che ho (ri)cominciato a fare radio, siamo partiti martedì 26 febbraio con Enigma e, quindi, ogni martedì alle 19.00 mi trovate su Uniradio Cesena. Un format dove parliamo con schiettezza di politica e attualità, con qualche insulto e una selezione musicale non male. E la degna conclusione è sempre affidata a una canzone, stavolta de La rappresentante di lista, una band trasversale, e vi propongo Guardateci tutti.

With Love,

Danilo

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