17 Novembre: Giornata Internazionale per il Diritto allo Studio

Oggi è una giornata importante per noi, per gli studenti di tutto il mondo. Oggi ancora di più bisogna riaffermare il diritto a un’istruzione libera, accessibile, multiculturale, universale. Finché non sarà così, è importante ricordarsi del 17 novembre, ogni anno, ogni giorno e ovunque ci troviamo.

Anche il 2015 è stato un anno di rivendicazione e di manifestazioni.

A ottobre gli studenti delle università sudafricane hanno protestato contro gli aumenti delle rette universitarie previsti per il 2016 e hanno ottenuto dal governo la cancellazione di questo provvedimento. I problemi delle università sudafricane non riguardano solo i costi, ma anche le strutture e la scarsa accessibilità. Si riscontra una sempre maggiore esigenza di istruzione superiore da parte dei giovani sudafricani, tuttavia non ci sono adeguati investimenti da parte dello Stato. Inoltre, la protesta di quest’autunno è stata molto importante perché ha riaffermato un’unione dei giovani nell’attivismo, ritrovando uno spazio di affermazione.

In Svezia, il 22 ottobre, un ragazzo di ventuno anni è entrato in una scuola, mascherato e armato di due coltelli, e ha ucciso due persone. “Motivi razzisti”. Così è stato descritto il movente di quest’azione. La scuola, infatti, è frequentata prevalentemente da ragazzi e ragazze “non svedesi”. Un gesto folle contro l’integrazione.

Il 27 ottobre è circolato sul web un video in cui si vede un poliziotto strattonare con violenza una studentessa all’interno di un’aula di un liceo nella Columbia (USA). Le scuole sono il luogo del dialogo, del confronto, della crescita. È una scena inaudita, incomprensibile. Un abuso di potere e di forza che in una scuola assume un significato ancora più forte e negativo.

Anche l’India è teatro di manifestazioni e di rivendicazioni. Nonostante la legge sul diritto all’istruzione si stata approvata da dieci anni, le condizioni delle scuole sono deficitarie sia a livello di strutture sia come numero di docenti. A far sentire la propria voce, soprattutto ragazze, con la volontà di costruirsi un futuro migliore.

Anche il nostro Paese è in una fase cruciale: si è partiti con la Buona Scuola promossa dal Governo Renzi e, talvolta, si è accennato a qualcosa come “Buona Università”, ma sicuramente è palese come il sistema universitario versi in uno stato di incertezza del futuro. Ogni anno bisogna sperare che non ci siano tagli ministeriali. Le borse di studio, la cui gestione è affidata alle regioni, sono erogate in modo squilibrato, con nette differenze nei tempi, nei modi e nei numeri da regione a regione. E anche oggi, in molte città italiane, ci sono manifestazioni, per rivendicare il nostro diritto allo studio, perché i nostri diritti vanno difesi, ogni giorno, nel nostro piccolo.

È il 17 Novembre e i movimenti studenteschi di tutta Europa si mobilitano. La campagna di quest’anno è legata alla libertà di movimento, di spostarsi in altri Paesi e altre città per studiare. Avere le possibilità di un’istruzione completa, moderna, accessibile e globale: questo è l’obiettivo della nostra società.

 

Danilo Buonora

Fonti: Internazionale, n°1126, anno 22, 30 ottobre/5 novembre 2015; obessu.org

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