Il Vangelo secondo Paolo (o Tony P.) – “Hanno tutti ragione”, Paolo Sorrentino

Un romanzo sentenzioso, sfacciato, viscerale. Elucubrazioni inaspettate e necessariamente lunghe, immagini e ricordi di vita vissuta in un mondo ormai inesistente. “Hanno tutti ragione” è così caotico, impregnato di memoria, verità, vita, amore, morte. L’introduzione permette l’ingresso in una visione globale del mondo, un mondo insopportabile, dove ogni cosa ha un aspetto negativo: “Non sopporto i timidi, i logorroici, i finti misteriosi, i goffi, gli svampiti, gli estrosi, i vezzosi […]. Non sopporto la nostalgia, la normalità, la cattiveria, l’iperattività […].” Tony Pagoda, “un cantante da night”, è il protagonista di questo mondo fondato su eccessi, ipocrisie e scelte. L’ottimismo non può e, soprattutto, non deve emergere, la considerazione dell’essenza delle cose è disillusa, non c’è più spazio per i sogni e le speranze. Si rimpiange ciò che non si ha più, ma allo stesso tempo si odia come si era. Tutto e tutti sono inerti, in continuo disfacimento, pochi ne sono consapevoli, ancora meno ne approfittano.

Tony P. tenta la fuga, ritorna, racconta il ciclo della sua vita, riportando alla memoria fatti assurdi, ma anche la sua normalità, perché anche lui, nonostante possa apparire diverso, privilegiato, è come tutti gli altri uomini, contrastato e inconsapevole fino alla fine. Il filo di Arianna è costituito dalle donne, sempre presenti in tutte le fasi della vita, osannate e insultate, ricordate con dolcezza o ridotte a oggetti sessuali. Donne giovani, troppo giovani, anziane, intoccabili, indimenticabili.

Ogni libro è legato a tanti ricordi, si combina con sensazioni particolari in modo apparentemente insensato. Il momento cruciale nel racconto di Tony P. coincide nella mia vita, per questioni spazio-temporali, a una notte insonne nell’aeroporto di Porto, dove ero l’unico essere umano sveglio, con gli occhi lucidi e il post-sbornia.

“[…] solo le donne sanno cosa è il sesso. Gli uomini si arrabattano. Goffi e perennemente imbranati, anche quando hanno posseduto settemila donne. Nelle cose di sesso, gli uomini restano eterni dilettanti.”

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