Incontri di dicembre

Talvolta accadono cose totalmente inaspettate. Seduto su una delle poche sedie di metallo,  troppo dura e postmoderna per essere definita comoda, in una stazione che sembra un sottomarino dell’us navy, aspetto un treno pieno di significati, colmo di aspettative, portatore sano di pensieri e bramato luogo di sonno. Ecco, su quella sedia postmetallica, a giochicchiare tristemente con lo smartphone, mi sento chiamare, o forse era quel suono vocalico tipico degli incontri inaspettati. E il momento di attesa, vuoto come può essere solo l’arrivare in anticipo, si trasforma in un tempo intenso di conoscenza, chiacchiere non filtrate da uno schermo, risate e battute anche stupide, ma benefiche, talmente benefiche che la giornata potrebbe quasi essere definita bella. E c’è anche il tempo sufficiente per fare dei complimenti sinceri, per parlare un po’ male di altre persone e per salutarsi con affetto, nato, forse, proprio in questi minuti di gradevole avvicinamento.

Dirigersi quasi allo stesso orario in direzioni opposte non esclude per forza la possibilità di incontrarsi.

P.S. Il suddetto smartphone, triste e divisore, ha reso possibile la pubblicazione di questo post.

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