Rubrica Follemente, maggio 2013 – Cosa se non elezioni universitarie?

Finalmente, dopo anni di prese in giro, non molto sofisticate a dire la verità, mi trovo qui al PC, alle tre di notte – sto mentendo, ma l’immagine è affascinante – a scrivere la mia nuova rubrica “Alla Buonora”. Dopo un anno e un po’ passato a impaginare questo giornale, ho tramandato ai miei fedelissimi seguaci i misteriosi arcani dell’impaginazione e ora sono un semplice scrivano, devo rispettare delle scadenze, devo attenermi a quello che mi dicono “dall’alto”. Sono sincero: non ci sono abituato, non credo mi piaccia molto e, per complicare ancora di più la situazione, ho deciso di far partire una rubrica. La prima rubrica della mia vita. Sono circa 6 anni che scrivo su giornalini di varia natura e mai mi era venuta la malsana idea di cominciare una rubrica; sicuramente avrò avuto i miei buoni motivi, che ho evidentemente ignorato. Oltre al titolo, la presa in giro è doppia: chissà se consegnerò mai un articolo in tempo e chissà se questa rubrica avrà un seguito. Comunque, vi avverto, in questo spazio mi lamenterò di tutto quello che mi passa per la testa.

L’argomento di maggiore interesse per me in questo periodo sono le elezioni universitarie. Nel “Follemente” troverete svariato materiale, in giro per l’università ci sono milioni di volantini. Era dal lontano 2010 che non si votava per i rappresentanti degli studenti e tre anni, nel sistema universitario attuale, sono un’eternità, infatti i rappresentanti reduci dalle scorse elezioni si contano sulle dita di una mano. Per comodità, diamo la colpa alla Gelmini e alla sua riforma, che ha scombussolato gli atenei italiani, costretti a una riorganizzazione probabilmente inutile se non dannosa.

In questi giorni di “campagna elettorale” ne sto vedendo delle belle e ho una prospettiva privilegiata, essendo io stesso candidato. Mi guardo intorno, vedo tanto materiale, cerco di avere un occhio critico. L’unica vera certezza è che Analysis e le altre associazioni di Universitari Cesena sono presenti da anni, continuano a creare eventi e progetti per tutti gli studenti ed è sotto gli occhi di tutti cosa fanno Analysis, Astice, Spazi, Sprite e Mysta. Alcuni candidati in altre liste dicono: “E’ vero, Analysis esiste da sempre, ma noi proponiamo un’alternativa e ci sono altri modi di aiutare gli studenti”. Ma alternativa a cosa? Analysis non è di destra, non è di sinistra, non è religiosa, non è antireligiosa, Analysis è un’associazione studentesca, di tutti gli studenti, a favore di tutti gli studenti. Se avessimo i numeri e la forza di aiutare gli studenti in tutti i modi possibili, lo faremmo. Purtroppo non è così e dobbiamo accontentarci di quello che riusciamo a fare ora. Cerchiamo di migliorarci continuamente, a volte discutiamo tantissimo per cercare gli errori, per fare in modo che la prossima volta sia migliore. Noi non siamo contro nessuno, anzi, se qualcuno ha un’idea diversa, può benissimo venire a una nostra riunione e dire:” Io questo evento lo farei così, non come fate voi”. Benissimo, ne discutiamo e vediamo qual è la soluzione migliore. Io e gli altri ragazzi di Analysis ci proviamo, mettiamo a disposizione il nostro tempo e il nostro stress per creare qualcosa, per dare un piccolo spunto alle menti stanche degli universitari e a per smuovere almeno un po’ le coscienze; quando partecipano persone mai viste ad altri incontri, vuol dire che siamo arrivati a toccare argomenti che piacciono anche a loro, ad affrontare tematiche che mai avevamo toccato. E io sono contento, vuol dire che quei tre studenti mai visti prima hanno apprezzato il nostro lavoro e la nostra idea.

A me dispiace quando l’associazione di cui faccio orgogliosamente parte è vista come una setta o come un gruppo molto chiuso, forse alcuni atteggiamenti possono far venire quest’idea, non so assolutamente quali e come sia possibile, perché Analysis è in continuo rinnovamento, ci sono persone che rimangono per sei mesi, altre per tre anni, ognuno dà il contributo che si sente di dare, in base alla propria disponibilità.

Analysis, a mio modestissimo parere, è uno dei pochissimi mezzi per tentare di accendere una scintilla ogni tanto, per fare gruppo, per stare insieme al di fuori delle aule, per discutere di argomenti vari, per divertirsi insieme, per dare senso alla comunità degli studenti. E chi attacca Analysis, per qualsiasi motivo, merita di [contenuto rimosso perché politicamente scorretto].

 

Danilo Buonora

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